Il suo è un lavoro introspettivo che richiama aspetti meditativi attraverso la rappresentazione di corpi femminili ad occhi chiusi. Le sue opere producono  nello spettatore un senso di ritorno alla propria natura, sebbene l’idea basilare è quella di “ un’ organismo geneticamente modificato”.Il corpo umano si è trasformato in un elemento integrante con la terra e le proprie radici. Il ritorno alla madre natura come aspetto della donna/uomo contemporaneo è senza dubbio una richiesta, un sentimento di appartenenza a quello che la realtà “denaturalizzata” di oggigiorno offre.  La scultrice attraverso i suoi stati d’animo ritorna “all’ essenziale”; le sue creazioni inducono a pensare al profondo rapporto stabilito dal punto di vista dell’artista con la natura e la società.  La vita interiore si scolpisce nelle figure nude attraverso segni personali e crepe proprie della ceramica Raku. Gli elementi naturali interagiscono con l’artista durante la realizzazione dell’opera; terra, fuoco, acqua e  vento che ne determinano la superficie e rafforzano il collegamento con la natura.

Alejandro de Luna critico d’arte